America 2.0: diario di viaggio

Inserito il

Pazientemente, come una formichina, a più di un anno di distanza dalla sua uscita “America 2.0” continua a trasportare i suoi semi: in libreria (soprattutto), sui grandi giganti dell’e-commerce (che ci piacciono un po’ meno, ma servono ad annullare certe distanze), e nelle presentazioni che tra la primavera e l’estate del 2016 sono riuscito a organizzare, nonostante tutti gli ostacoli, grazie soprattutto all’interessamento di tanti amici e alla collaborazione attiva di chi, come i Mandolin’ Brothers, ha fatto da colonna sonora ai racconti.

Qui qualche piccolo ricordo raccolto sulla strada, in attesa di altre novità

crema_sagostino[con Marco Denti e Donata Ricci, Crema]

cantu_2202
[con Gianni Zuretti, All’1.35 Circa, Cantù]

borgarello01[Bow festival, Borgarello PV]

Annunci

On the road again…

OnTheRoad

“America 2.0”,  le prossime presentazioni

– Sabato 20 febbraio 2016: Crema (Cr), ex Convento S. Agostino, a partire dalle ore 10.00
Con la partecipazione di Marco Denti (Buscadero)

– Lunedì 22 febbraio 2016: Cantù (Co), All’1.35 Circa, Via Papa Giovanni XXIII, 7
A partire dalle 21.30, segue concerto di Rod Picott

Vuoi organizzare una presentazione di “America 2.0” nella tua città?
Conosci librerie, circoli, biblioteche, locali che potrebbero essere interessati?
Contattami all’indirizzo editor@rootshighway.it

Rassegna stampa (Librofilia)

“…E invece, Fabio Cerbone – da grande esperto e conoscitore di musica e di cultura americana – parte da una suggestione musicale – spesso riconducibile al periodo fra gli anni Sessanta e Settanta – e la miscela a delle precise coordinate geografiche e a ben determinate influenze sociali, politiche, letterarie e culturali per dar vita ai racconti che compongono questa sua raccolta e che a loro modo riconducono a quella dimensione che noi amanti della letteratura d’oltreoceano conosciamo bene…”
(Chiara Ruggiero)

LEGGI LA RECENSIONE:
http://www.librofilia.it/america-2-0-canzoni-e-racconti-di-una-grande-illusione-il-tributo-di-fabio-cerbone-agli-usa/

2015: America 2.0 on the road, un diario di viaggio

Inserito il

In attesa di nuove presentazioni per il 2016, in via di definizione in queste settimane, e che spero di annunciare presto sul blog, ecco un piccolo diario fotografico (solo una minima parte) di quanto fatto nei mesi passati.

Tanti amici incontrati sulla strada, un grazie soprattutto a chi mi ha “sostenuto” e ha integrato le presentazioni ofrendo il suo prezioso contributo: Marco Denti, Gianfranco Callieri, Gianni Del Savio, Cesare Carugi, Enrico Cipollini, Mandolin’ Brothers…

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

america_verrini06

366-america-2366-america-3ticinum04ticinum06ticinum08ferrara_102015_01ferrara_102015_03

Foto di Elena Barusco, Giuseppe Verrini, Pie Cantoni, Jacopo Aneghini

 

La ragazza del Tropicana (inedito)

Il secondo e ultimo racconto inedito da “America 2.0 – Canzoni e racconti di una grande illusione” (Quarup)

“La ragazza del Tropicana” lo potete scaricare gratuitamente (formato pdf) da questo indirizzo:
http://web.tiscali.it/roots_highway/La_ragazza_del_Tropicana.pdf

ridgway

Stan Ridgway
5 aprile 1954 – Barstow, California

Stan Ridgway voleva comporre per il cinema, ma le sue canzoni sono sempre state sceneggiature così perfette, da non avere bisogno di immagini. Al calare degli anni Settanta, in piena epoca di ribellione punk, il tono scuro e metallico della sua voce evocava i paesaggi del West e quei vecchi cantanti folk che afferravano i treni al volo, per attraversare il continente e raccogliere le storie della gente più umile. Stan arrivava dalla cittadina di Barstow, proprio a metà strada tra Los Angeles e Las Vegas: guardò il deserto da una parte e scelse le colline di Hollywood dall’altra. Emanavano un’attrazione fatale, da quando aveva consumato i romanzi di gente come Raymond Chandler o Dashiell Hammett e li aveva visti animarsi sul grande schermo attraverso le facce di Humphrey Bogart e Glenn Ford. Sistemò il piccolo ufficio della Acme Soundtracks, una strampalata compagnia che nelle sue intenzioni si sarebbe occupata di colonne sonore, a pochi passi dal cuore artistico della città. Bastava attraversare la via e ti ritrovavi catapultato dentro i locali più alla moda. A Stan, in verità, piacevano le ballate di Johnny Cash e il rock’n’roll primitivo degli anni Cinquanta, ma si dovette adattare allo spirito dei tempi. Non gli andò affatto male: invece di marcire in produzioni di film horror di terza categoria, formò una band, Wall of Voodoo, e azzeccò uno dei suoni più affascinanti che la scena indipendente americana avesse prodotto in quel periodo. In mezzo a sintetizzatori glaciali spuntavano chitarre, riverberi e orizzonti sonori degni di Ennio Morricone, ma soprattutto una galleria di storie popolate da perdenti, disadattati e strani lupi solitari, caratteri che vivevano nella culla del sogno americano, la California, e la vedevano capovolta, strisciando ai margini del “grande nulla”, tra motel desolati, luci al neon, spie, investigatori e strani incontri nei bar per nottambuli. Tra alienazione e follia, le sue canzoni si animavano come nel montaggio di una pellicola, un ibrido di linguaggi che raramente era stato riassunto in maniera così mirabile. Quando arrivò il momento di fare il grande salto solista, fu l’apoteosi: The Big Heat non solo era un titolo rubato al celebre film di Fritz Lang del 1953, tra i vertici del genere noir poliziesco, ma anche un intero ciclo di canzoni che corteggiava quelle atmosfere trasformandole in una sorta di rock spigoloso e sintetico, che cantava la decadenza californiana inserendola in un’aura di mistero. Drive She Said era tra quelle ed esplodeva come una visione in bianco e nero, con la differenza che Stan faceva tutto da solo: “Ho sempre pensato alle canzoni come film nella mia testa, con l’unica eccezione che io sono l’attore e il regista al tempo stesso”.

bigheat

“La ragazza del Tropicana” è liberamente tratto da Drive She Said (Stan Ridgway), pubblicato in The Big Heat (IRS, 1986)

 

Presentazione a Rovigo, domenica 8/11

The Road Hog, Fourth of July Parade, El Rito, New Mexico 1968  ©Lisa Law/ Image Works

Domenica 8 Novembre 2015, dalle ore 11
Saletta Conservatorio Venezze, Corso del Popolo, 241 – Rovigo

Prosegue il tour di America 2.0: domenica 8 Novembre 2015, presso la saletta del Conservatorio Venezze, presentazione del libro a cura dell’autore Fabio Cerbone. Un percorso tra letteratura e musica americana, con ascolti dedicati agli autori e alle canzoni che hanno ispirato i racconti del libro.

Rassegna stampa (aggiornamento ottobre 2015)

logo1

“…così come nel caso di The Indian Runner, i racconti di Cerbone sono la triste disillusione delle classi proletarie degli States. Il dolore della sconfitta fu la musa per una schiera di cantautori, si potrebbe tranquillamente affermare che il folk ed il country hanno rappresentato per decenni le istanze di una classe sociale di disperati…”
(Diego De Angelis – Rivista!unaspecie)

Leggi la recensione:
http://www.rivistaunaspecie.com/recensione-america-2-0-canzoni-e-racconti-di-una-grande-illusione-di-fabio-cerbone/

BooksHighway

Canzoni e racconti di una grande illusione

BLUESSURIA

Canzoni e racconti di una grande illusione

Middle of nowhere

Canzoni e racconti di una grande illusione

Nickname

Canzoni e racconti di una grande illusione

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

Zambo's Place

Canzoni e racconti di una grande illusione